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Ezine di Cultura dell'Immagine, Arte Grafica e Illustrazione moderna

Zdzislaw Beksinski

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Zdzisław Beksinski è stato un pittore e grafico polacco, nato nel 1929 a Sanok e morto nel 2005 a Varsavia. Una vita curiosa e inquietante, ricca di macabri eventi che hanno segnato fortemente la sua personalità. Cresciuto tra l’occupazione tedesca e l’austera Polonia comunista, non lasciò mai il suo paese, nel 1998 sua moglie morì e l’anno seguente, il giorno della vigilia di Natale del 1999, suo figlio Tomaz si toglie la vita. La stessa fine di Beksinski è alquanto singolare, venne assassinato nel 2005, accoltellato dal figlio del suo maggiordomo.

La sua vita artistica cominciò nel 1958 come fotografo, si rivelò subito un artista innovativo, fotografa uomini e donne col volto bendato, visi deturpati o cancellati con le tecniche del fotomontaggio, ampi paesaggi desolati, bambole mutilate. Il suo primo periodo (1958-1965), viene dal lui stesso definito “periodo barocco”. Nel 1971 invece, comincia quello che sarà definito il suo “periodo gotico” nel quale si dedica alla pittura e dove comincia ad evidenziarsi il suo carattere schivo e timido che lo portò a isolarsi dall’ambiente artistico, non ama la notorietà e spesso non si presenta all’inaugurazione delle sue mostre. Negli ultimi anni della sua vita (1998-2005), si dedicò alla grafica digitale.

La leggenda vuole che trasse ispirazione per i suoi quadri in seguito a un grave incidente automobilistico che lo avrebbe visto coinvolto nel 1970 in uno scontro con un treno, mentre attraversava in macchina un passaggio a livello non custodito, rimase tre settimane di coma a cui seguirono molti mesi di convalescenza.

Zdzislaw Beksinski ha saputo indagare magnificamente ciò che sta al confine tra la vita e la morte, tra la veglia e l’onirico, è stato un grande visionario dotato di una profonda anima. Egli stesso ha dichiarato che la sua arte non era stata pensata per cambiare il mondo, ma il suo intento era fotografare sogni. Un’arte onirica fatta solo di incubi in cui troviamo architetture impossibili in cui si agitano una moltitudine di figure mostruose, esseri fusi con la pietra, scheletri putridi, in una metamorfosi macabra e surreale. Una curiosità: le sue opere sono tutte prive di titolo.

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